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Stamattina di corsa sono andata a vedere come stava la bimba nata ieri e che le Sisters hanno chiamato Innocentia, visto che ieri ricorrevano i Santi Innocenti. La bimbetta sta bene e prende il latte, è piccolissima ed è molto graziosa.. La Sister mi ha spiegato che secondo la legge keniota, la mamma ha sei mesi di tempo per farsi viva, poi il Governo la affida ufficialmente a loro (ha usato il termine she belongs to us). Normalmente le mamme non tornano, anche se qualcuna a volte si accorda con loro per affidare un neonato e riprenderselo quando può. In questa situazione, ci sono due gemelline di due mesi, mentre la mamma si è tenuta il terzo gemello, e un’altra tripletta di due maschietti e una sorellina di sei mesi. Le loro mamme vengono di solito a trovarli la domenica. Una sorta di affidamento. Per gli altri bambini, le suore confidano in adozioni internazionali che purtroppo però hanno tempi molto lunghi. Per questo motivo, il nostro intervento, piccola goccia nell’oceano, è di coccolarli, toccarli, giocarci, tenerli in braccio farli sentire un po’ unici, come sarebbe diritto di ogni bambino. Diritto concesso ai nostri figli e a loro, figli di nessuno, negato.

Nel pomeriggio si cambia scenario. Andiamo a St. Martin dove i più giovani da due giorni, stanno facendo animazione con i bambini di strada. Molti di loro abitano con le famiglie negli slum, in baracche di lamiera e fango. Alcuni vivono da soli per strada magari con qualche fratellino più grande che se ne prende cura, nutriti dalle altre famiglie intorno.
I bambini ci stanno aspettando, evidentemente si sono passati la voce, perché nello spiazzo dove li facciamo giocare, aumentano di giorno in giorno. Oggi ce n’era una vera folla! A tutti piace molto farsi fotografare e rivedere sullo schermetto della fotocamera la propria foto.
I bambini si fanno coinvolgere dai giochetti che Paolo, Tommaso e company propongono, ma qualcuno di loro rimane comunque ai margini del grande cerchio in cerca di qualche adulto che li prenda per mano o li tiri su in braccio. Alcuni sono piccoli, piccolissimi. Un bimbo di circa tre anni con un’assurda vestaglia di pile rosso abbottonata fino alle ginocchia si è incollato al dito di Massimo, poi si è messo a giocare con la terra rossa alternando mani nella terra, mani in bocca, strofinatina al naso.
Vedere i bimbi giocare a piedi nudi nelle pozzanghere, con i vestiti stracciati, con la discarica a due passi e le fogne aperte, è veramente difficile da sopportare. Questi bambini valgono di meno? Ognuno per la sua parte spezzi le catene dell’ingiustizia, politici ed economisti per primi.
Orietta

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2 Comments

  • maria florentino ha detto:

    mi si spezza il cuore ho perso im miei figli x motivi naturali e darei la vita x essere con questi piccoli senza cure e bisognosi di qualsiasi segno umano in questo momento guardando le foto mi sento inutile beati ivostri piedi che si muvono nella grazia di Dio e Dio vi benedica e vi protegga

  • Claudio Venuti ha detto:

    Ho il cuore piccolo , piccolo ,,,,,,grande, grande…
    Due giorni fà Giacomo ha compiuto 13 anni ma io non sò esattamente dove è …………..; come si dice darei la vita per riaverlo quà ma se fosse, io sparirei e lui tornerebbe sulla terra ; ai fine affettivi non cambia nulla perchè al massimo potremmo scambiarci un bacio quando ci incontriamo. Cambierebbe molto però per Tommaso che avrebbe un fratello con cui dividere la vita futura e per lui che avrebbe davanti una vita bellissima.
    Come sempre quando mi raccordo con Nairobi sono rapito dai bambini che adoro in quanto scevri di pregiudizi e condizionamenti. Mi piacerebbe e con soddisfazione lo farei, crescerli , guidarli, aiutarli a farli camminare sulla terra , nella vita, dargli quei consigli disinteressati che solo un genitore può dare un figlio,dargli tenerezza e calore umano che noi tutti amiamo ricevere anche se molti non lo dichiarano, specialmente gli adulti .
    Un augurio: che attraverso questa esperienza i ns. ragazzi che sono li a Nairobi capiscano e comprendano quanto e come i propri genitori fanno per loro; cambino il proprio atteggiamento critico in costruttivo, attingendo senza remore alla fonte di sapere che sono i genitori.

    Un bacio a tutti Claudio