Il Kenya e Nairobi ci hanno scelto,
non siamo stati noi a farlo.

Tutto inizia il 30 agosto 2006, quando in un tragico incidente Giacomo muore a 7 anni.

A febbraio 2007 padre Giulio Albanese, missionario comboniano, ci racconta di una congregazione di suore africane che ha appena iniziato a costruire una scuola, ma non ha i soldi per completarla.

Cercano 50.000 euro. E noi, un gruppo di amici, decidiamo di dare una mano per raccogliere fondi, in ricordo di Giacomo.

Oggi quella scuola è la Mazzoldi Secondary School. Avrebbe potuto essere in Italia o in qualunque altro paese, era a Nairobi in Kenya. Ed è per questo che dopo tanti anni siamo ancora qui.

La nostra Comunità

Il nostro legame con le comunità di Ongata Rongai e Kariobangi è iniziato nel 2007 e da allora abbiamo seguito il percorso di vita di tanti bambini, ragazzi e ragazze. Tante storie di famiglie che abbiamo avvicinato e poi seguito.

Le loro vite sono molto diverse dalle nostre, segnate da grandi privazioni, una povertà materiale acuta, che segna le persone non solo negli aspetti materiali, ma insiste sulla loro struttura psicologica e segna i loro comportamenti.

Nonostante ciò, il senso della vita, la gratitudine anche per il poco, l’allegria contagiosa e la fede incrollabile sono insegnamenti per noi del nord del mondo che spesso manchiamo di senso.

Dal 2007 andiamo ogni anno con un gruppo di volontari a Nairobi per passare le vacanze di Natale insieme ai nostri amici delle baraccopoli. E quando torniamo in Italia i contatti non si interrompono mai. Da quando abbiamo iniziato, più di 230 volontari – di Roma e di altre parti d’Italia – hanno deciso di vivere insieme a noi un’esperienza sobria ma di grande significato. Arriviamo con valigie piene e torniamo con cuori gonfi. Speriamo di averti dei nostri il prossimo anno!

Il nostro Approccio

Dignità e indipendenza

Le nostre ‘borse di studio’ funzionano come nel ‘nord’ del mondo: puoi usufruirne se sei economicamente fragile, ma devi anche ottenere dei buoni risultati scolastici. Non si tratta di sostituirsi ma di dare un aiuto per raggiungere l’indipendenza.

Questo approccio permea anche il progetto Inua Mama, dedicato alle donne delle baraccopoli: le aiutiamo a imparare un mestiere, lavoriamo con loro per realizzare un prodotto la cui vendita garantirà una entrata per la loro famiglia (e un senso di orgoglio e indipendenza difficili da descrivere).

Tuko Pamoja

Tuko Pamoja — in Swahili noi siamo insieme — è il nostro motto.
Siamo romani, e volontari da tutta Italia, ma stiamo così tanto con chi abita a Nairobi che ormai ci sentiamo una famiglia unica.

La nostra azione sul territorio non è mai “imposta”, ma è un aiuto collaborativo che nasce dalla profonda conoscenza del contesto in cui operiamo, da un rapporto consolidato anno dopo anno, e dall’idea che tutto ciò che facciamo appartiene ai nostri amici laggiù.

Etica della comunicazione

Le foto che ti mostreremo saranno sempre di volti sorridenti.
Non vogliamo convincerti a donare mettendo in mostra bambini in situazioni disperate e drammatiche, foto che i loro genitori non ci autorizzebbero mai a mostrare.

Il prezzo che paghiamo per questa scelta è che raccogliamo meno soldi di quanto potremmo fare.
Il premio è che chi ci sostiene abbraccia appieno la nostra scelta: non vogliamo parlare alla tua pancia, ma al tuo cuore e alla tua testa, che valgono molto di più.