La giacomogiacomo onlus opera in alcune frazioni della periferia di Nairobi, Kenya. 
Ci si ritrova tutti insieme la mattina per la colazione e la sera per la cena. Tra questi due appuntamenti si svolgono le attività di sostegno, scandite da un momento di pausa tra le 13:00 e le 14:00.  Il periodo all’incirca va da dopo Natale, all’Epifania (rientro delle scuole), mentre in Kenya c'è la pausa delle vacanze estive. Il numero massimo di partecipanti è 30. 

Una volta arrivati a Nairobi, solitamente si sceglie di dividere il gruppo in due, in modo da poter fare servizio in due zone della periferia di Nairobi. Ecco qui di seguito le attività dei due sottogruppi che, alla fine della giornata, si rincontrano nella Giacomo Hall (il refettorio) per raccontarsi la propria giornata. 

Il primo gruppo

svolge tre tipologie di attività a Ongata Rongai, una frazione della periferia della capitale Nairobi.
L'area in cui l'azione si concentra, si chiama Slum (baraccopoli) in particolare di Bangladesh, Gataka e Kware:

Animazione bambini
Gli slums di Nairobi sono composti di un’alta percentuale di bambini, il periodo in cui si svolge il campo a Nairobi è momento di vacanze estive per le scuole. L’animazione consiste principalmente nel giocare e coinvolgere tutti i bambini con giochi e BAN (balli animati), prima preparati e organizzati dai volontari attraverso materiali raccolti in Italia.

Costruzione baracche
Il team di volontari scelto per questa attività, assistito e accompagnato da carpentieri locali, si occuperà della ristrutturazione e/o ricostruzione di alcune baracche dello slum. I social workers locali indicheranno al team quali baracche hanno più bisogno di un intervento, in base alla priorità.

Visite domiciliari
Le visite domiciliari si svolgeranno in gruppi da 4 persone seguiti da un social worker e saranno fatte da tutti i partecipanti al campo (anche chi fa parte dell’altro gruppo). Le famiglie ci ospiteranno nella loro casa per condividere con noi esperienze di vita. Avverrà un vero e proprio scambio culturale attraverso un dialogo (dove il social worker farà da interprete). Non solo le famiglie ci racconteranno la propria vita ma vorranno sapere anche storie della nostra, quindi una condivisione a doppio senso. Si entrerà a contatto con il vero significato del vivere negli slums e sarà possibile rendersi conto della reale situazione e quotidianità delle famiglie che ci accoglieranno. È un'attività che consigliamo obbligatoriamente a tutti in quanto ci si mette emotivamente in gioco di fronte a una cultura molto lontana dalla nostra.

Il secondo gruppo

svolge attività nel quartiere di San Martin, all'interno di Korogocho, uno Slum nella periferia di Nairobi. Con circa 180.000 abitanti (in 1 chilometro quadrato), è la quarta baraccopoli più popolosa del paese. Il nome "Korogocho", in kikuyu (maggioranza etnica del Kenya), significa "confusione". Korococho vive da anni una grave crisi ambientale a causa della presenza, nei pressi del centro abitato, della discarica di Dandora. Le attività, per questo gruppo, sono essenzialmente due:

Suore di Madre Teresa
La mattina si presta servizio presso una casa d’accoglienza gestita dalle suore di Madre Teresa. Il centro raccoglie madri sole con bambini e persone con disabilità. Principalmente sono bambini che vengono abbandonati di fronte al cancello del compound, e poi cresciuti e accuditi dalle suore fino all'età adulta. Il compito dei volontari della giacomogiacomo onlus sarà quello di assistere in tutto ciò che è necessario le suore e le assistenti, mettendosi a disposizione al meglio possibile.

Animazione bambini
Il pomeriggio l’attività riprenderà nello slargo vicino la scuola di San Martin che giacomogiacomo onlus ha contribuito a costruire. Sarà un momento per stare con i bambini dello slum attraverso BAN e giochi. A differenza di Bangladesh, a San Martin i bambini saranno molto più numerosi. Anche qui ci sarà una previa organizzazione dell’animazione.

 

Molto importante come momento collettivo, la messa del primo gennaio viene celebrata da tutto il gruppo nella parrocchia di Kariobangi, quindi nel cuore della baraccopoli, vicino a dove i volontari del secondo gruppo prestano servizio. E' una messa in Swahili, la lingua ufficiale del Kenya, celebrata dai preti Comboniani che ospitano la parrocchia. Una volta terminata la messa, si pranza tutti insieme, e si parte per una gita di svago, perché oltre a restare servizio, si è sempre in un altro paese ed è importante visitarne luoghi e culture. 

Se vuoi saperne di più, LEGGI IL BLOG!  

Entrare in casa di qualcuno in Africa, significa molto più di quanto significhi nel nostro lato del mondo. Si entra in punta di piedi. Gli incontri sono attimi intensi e mani che si stringono, parole Non pronunciate ed occhi che parlano. Mi trovo a condividere il nulla che queste persone materialmente possiedono, ma anime così ricche non se ne incontrano spesso.
Mi sento privilegiata.
Margherita – 25 anni

Dal blog del campo

Poche foto nel blog?

Vi racconto qualcosa con le foto
Le scritte a Nairobi …  dalle suore

e in una scuola dello slum!

Questa è Nelly , Anche lei abbandonata da poco davanti al cancello delle suore

E questa è Evalyne, molto tenera e non ci vede

L’entusiasmo dei bambini

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