Campo di volontariato e solidarietà

Il nostro legame con le comunità di Ongata Rongai e Kariobangi è iniziato nel 2007 e da allora abbiamo seguito il percorso di vita di tanti bambini, ragazzi e ragazze. Tante storie di famiglie che abbiamo avvicinato e poi seguito.

Ogni anno un gruppo di volontari parte per Nairobi per passare le vacanze di Natale insieme ai nostri amici delle baraccopoli. E quando torniamo in Italia i contatti non si interrompono mai.
Da quando abbiamo iniziato, più di 230 volontari – di Roma e di altre parti d’Italia – hanno deciso di vivere insieme a noi un’esperienza sobria ma di grande significato.
Arriviamo con valigie piene e torniamo con cuori gonfi. Speriamo di averti dei nostri il prossimo anno!

In contatto con le persone, tocca, guarda e diventa testimonianza. 

Dal 2007 torniamo ogni anno a Nairobi, nelle comunità del centro a Kariobangi e nei sobborghi a Ongata Rongai. Siamo di casa lì, abbiamo visto crescere i bimbi e trasformarsi le famiglie. E anche loro ci hanno visto crescere ed imparare un po’ del loro mondo.

Sono le vacanze di Natale più strane, da passare in baraccopoli con nuovi amici. Apriamo gli occhi su un mondo ed una cultura diversa dalla nostra. Stringiamo legami speciali.

Gli slums di Nairobi sono un mondo difficile da affrontare eppure sono pieni di bambini! A Natale, il periodo in cui si svolge il campo, è per loro il momento di vacanze estive. Perciò con i bimbi si fa animazione, si gioca e si impara a stare insieme: palle, salto alla corda, balli animati, bolle di sapone, con i materiali raccolti in Italia. Giocare con bimbi che non hanno giochi, che non possono giocare con nessuno, che non hanno nessuno che ci perda tempo.

Negli ‘insediamenti informali’ fatti di baracche fatiscenti non si rimane con le mani in mano. I social workers ci presentano le famiglie e con loro proviamo a rinnovare alcune baracche. Con poco, nel poco, per il meglio, insieme.

 

Si arriva pian piano ad una maggiore vicinanza, le famiglie si aprono a noi stranieri per farsi conoscere. Ci invitano nelle loro case e ci presentano la loro storia, il loro cuore e chiedono uno scambio. In piccoli gruppi per rispettare l’intimità e accompagnati per potere capire meglio e con rispetto, si finisce per scambiare pezzi di vita. Bisogna avere desiderio di scambiare un cuore di carne!

Prestiamo anche un servizio presso una casa d’accoglienza gestita dalle suore di Madre Teresa. Il centro raccoglie madri sole con bambini e persone con disabilità. Principalmente sono bambini che vengono abbandonati di fronte al cancello del compound, e poi cresciuti e accuditi dalle suore fino all’età adulta. Il compito di noi volontari sarà quello di assistere in tutto ciò che è necessario le suore e le assistenti, mettendoci a disposizione al meglio possibile. Una cura semplice fatta di tenerezza, ancora di più vicina all’incomprensibile. I giorni del campo trascorrono e ci fanno vedere in faccia alcune delle ingiustizie più grandi dell’umanità, a cui tutti concorriamo. Qui la vita normale urla l’ingiustizia.

Negli stessi giorni, con gli stessi occhi vediamo la bontà miracolosa, le energie rivoluzionarie che vogliono e potranno cambiare il mondo. Se vuoi capire il mondo e come si trasformerà non puoi stare lontano da qui. Ma non puoi farlo solo, devi scoprire che sei solo un pezzo del mondo. Per questo il nostro viaggio non è solitario, ma è un campo di comunione, dove bisogna essere disposti a scambiare tutto: l’ingiustizia e la via per la rivoluzione.

Informazioni utili:

  • L’esperienza che proponiamo è di condivisione: durante le giornate si fanno delle attività che ci permettono di entrare in contatto con la realtà locale e stabilire delle relazioni, questa è la cosa più importante, non quello che sappiamo fare.
  • Prima di partire ci prepariamo, insieme con riunioni formative. Quasi tutti siamo ignoranti del paese che incontreremo e per massimo rispetto ci vogliamo preparare. Individualmente per capire personalmente quale esperienza si va ad affrontare. Ma anche insieme per cercare di iniziare a formare il gruppo che partirà. Poi rimane da scoprire la realtà mettendo i piedi sulla rossa terra dell’equatore.
  • La lingua del paese è il swahili, ma quasi tutti parlano l’inglese. Saperlo ti permetterà di ascoltare, capire e comprendere. Tienilo in considerazione per rendere proficuo il tuo viaggio.
  • Per entrare in Kenya serve un visto, va fatto in anticipo sul sito compilando un modulo con i propri dati e pagando una cifra che attualmente è di circa 45 euro. Non è ammesso il pagamento in aeroporto!
  • Non ci sono vaccini obbligatori per entrare in Kenya. Consigliamo di decidere se fare la profilassi antimalarica solo dopo aver consultato uno specialista in quanto per l’altitudine di Nairobi il rischio della malaria è estremamente basso.
  • Nairobi si trova su un altipiano a 1.795 metri, sotto l’equatore. A dicembre la temperatura è intorno ai 30°di giorno, con un clima secco, mentre di notte dormiamo con la coperta, perché la temperatura cala di circa 15°.
  • L’abbigliamento sarà estivo e comodo, semplice e di basso profilo. Sono consigliati i pantaloni lunghi e scarpe chiuse per le attività, sono indispensabili le infradito per fare la doccia. Qualcosa di pesante per la sera. Niente gioielli, profumi, abbigliamento esageratamente scollato.
  • I nostri pasti saranno molto semplici e sicuri, come regola generale però bisogna sapere che è consigliato mangiare verdure solo cotte e frutta non manipolata, bere acqua bollita o da bottiglie chiuse.
  • Durante la permanenza saremo sempre in gruppo, sia per le attività della giornata, sia nel luogo che ci ospita per i pasti ed il soggiorno. Il viaggio è una straordinaria esperienza personale, ma può essere compresa solo se condivisa comunitariamente nel gruppo. La relazione orizzontale è essenziale per comprendere che esperienza straordinaria stai affrontando.
  • Durante il campo ci si mette in discussione totalmente, fisicamente emotivamente e spiritualmente.
  • E’ una esperienza aperta a credenti e non, ma la dimensione verticale deve essere tenuta in conto ed ha i suoi tempi dedicati: la preghiera del mattino ed il tempo di condivisione della sera è partecipata da tutti.

Se senti di aver bisogno di altri chiarimenti non esitare a contattarci. Puoi mandarci un messaggio privato su Facebook o scriverci una mail. Siamo sempre pronti per un confronto e una chiacchierata!