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28 Dicembre 2025

Abbiamo iniziato il secondo giorno con la messa presso la chiesa della comunità di Kariobangi tenuta da Father Jean Paul: più che una messa è stata una grande festa. Colori, canti, balli e sorrisi. Un giorno di festa che ci ha dato un forte senso di speranza per affrontare quello che avremmo visto nel pomeriggio.
Ci siamo poi diretti verso la discarica di Dandora, la terza più grande del mondo per estensione. Attraversato un cancello circondato da varie lamiere, la vista che si apre è impressionante. Chilometri e chilometri quadrati di rifiuti, che ad un primo sguardo ti lasciano incredulo e senza parole.
Per accedere alla discarica è necessario pagare una tassa poiché le persone che abitano nelle baraccopoli limitrofe, Kariobangi e Korogocho, vi entrano per procurarsi da mangiare e scarti da rivendere alle numerose bancarelle che abbiamo osservato lungo il tragitto. Cavi, piccoli elettrodomestici, posate, piatti, vestiti, qualsiasi cosa da cui possa essere tratto un profitto che garantisca la sopravvivenza. Tuttavia, una volta raccolti gli oggetti all’interno della discarica, prima di uscire, gli abitanti devono pagare un’ulteriore tassa in base a cosa hanno trovato.
All’interno della discarica si trovano anche alcune baracche. Davanti alla vista di questa distesa di rifiuti è impossibile rimanere indifferenti: un’importante testimonianza dell’ingiustizia sociale e delle condizioni in cui queste persone si ritrovano a vivere.
Abbiamo concluso la giornata con un intenso momento di condivisione in cui ognuno ha provato a rispondere a due domande:
– Cosa hai portato in valigia a Nairobi?
– A che punto sei nella tua vita?
E’ stato bello condividere le difficoltà, le gioie e le emozioni provate da ognuno di noi ed è anche stato il primo momento in cui ci siamo scoperti e confidati in gruppo.

DAY – TWO – LAURA, GIULIA.

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