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Tra esperienze di vita e lavori in corso: il nostro sostegno alla scuola di Zababdeh

 

Tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio, 35 giovani palestinesi sono arrivati in Italia per vivere un’esperienza straordinaria di fraternità giubilare, e per noi è stato un nuovo modo di rinnovare il sostegno alla comunità e alla scuola di Zababdeh.

Li abbiamo portati a passeggiare per le vie del centro di Roma, e li abbiamo visti sorridere e guardarsi intorno con stupore: per molti di loro, questo viaggio è stata la prima volta fuori dalla Cisgiordania. La prima esperienza di libertà vissuta lontano da checkpoint, muri o timori quotidiani.

Un gemellaggio nato dalla solidarietà per la Palestina

Il viaggio nasce da un’intuizione di Massimo Nevola, assistente spirituale delle Comunità di Vita Cristiana in Italia. Dopo il nostro recente viaggio in terra palestinese e con l’incoraggiamento del Cardinale Pierbattista Pizzaballa, è nato un gemellaggio profondo tra diverse realtà italiane e alcune parrocchie della Cisgiordania.

Il progetto ha coinvolto in particolare le comunità di Zababdeh e Beit Hanina, insieme ad altre realtà dell’area di Ramallah e Jenin, creando un ponte di vicinanza che va oltre i confini geografici.

Oltre il viaggio: il sostegno concreto alla scuola di Zababdeh

Ad accompagnare il gruppo di studenti c’era don Elias Tabban, parroco e direttore della scuola del Patriarcato Latino di Zababdeh, con cui giacomogiacomo collabora attraverso il progetto di borse di studio, e non solo. 

Proprio di recente infatti, abbiamo visto nascere il primo frutto dei nostri primi sforzi: grazie alle donazioni raccolte da giacomogiacomo per avviare il progetto in Palestina, la scuola di Zababdeh ha potuto realizzare un nuovo percorso pedonale e una scala che collegano in totale sicurezza il kindergarten (scuola dell’infanzia) alla mensa scolastica. 

Un intervento forse semplice ai nostri occhi, ma che garantisce maggiore sicurezza per i bambini, spazi scolastici più accessibili, un aiuto concreto alla scuola e ai suoi collaboratori che la sorreggono nonostante le difficoltà.

Incontri speciali: dal Papa al Presidente Mattarella

Mentre a Zababdeh i lavori nella scuola procedevano, a Roma i 35 giovani hanno potuto visitare i luoghi simbolo della spiritualità come Assisi e La Verna, e vivere momenti più istituzionali che hanno segnato profondamente i loro cuori:

  • Udienza con Papa Leone: in Piazza San Pietro, i giovani hanno ricevuto il saluto del Santo Padre, un segno di vicinanza universale per la loro terra tormentata.
  • Incontro al Quirinale con il Presidente Sergio Mattarella: un incontro semplice ma solenne, dove i giovani hanno sentito che il loro desiderio di pace è ascoltato e rispettato dalle istituzioni italiane.
  • Saluto del Cardinale Parolin: il Segretario di Stato ha voluto stringere la mano a ciascun ragazzo, rendendo tangibile l’attenzione della Chiesa per il loro cammino.

Costruire la pace attraverso le relazioni

Questi giorni non sono stati solamente un viaggio, ma un’autentica “esperienza di respiro”. I giovani palestinesi tornano a casa con nuove amicizie e la consapevolezza rinnovata di non essere soli. Come ha ricordato don Elias, sentirsi accompagnati è già un primo passo verso la pace.

Per giacomogiacomo, ogni donazione e ogni incontro hanno l’obiettivo e il compito di generare futuro. Che si tratti di un nuovo camminamento sicuro in una scuola o di un viaggio alla scoperta della libertà, crediamo che sostenere l’educazione e costruire relazioni vere sia l’unico modo per edificare, mattone dopo mattone, la pace che sogniamo tutti.

👉🏻 Vuoi aiutarci a sostenere altri progetti come questo? Puoi lasciare una donazione qui o chiederci ulteriori informazioni a info@giacomogiacomo.org.

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