Giorno cinque

Tienimi la mano e camminiamo insieme

Uko poa? ( Va tutto bene?)

Mi hanno posto spesso questa domanda,
con sorrisi immensi
ed io, piccolo muzungu
ho sempre risposto di stare bene.

Nella notte, dopo il servizio fra il rumore delle cicale e il vento caldo dell’Africa sulla pelle
e domande si susseguono incessantemente.
Non vi sono risposte certe in questo immondo
silenzio dei cuori.
Non vi sono risposte certe davanti agli occhi della vita che grida al mondo l’infinito abisso dell’indifferenza tra i fratelli.
L’amore puro, incondizionato tra i popoli è la strada che dobbiamo costruire insieme.
Ogni storia, ogni incontro, ogni sorriso, ogni sguardo è come un viaggio nelle profondità delle nostre anime.
È difficile spiegare quanto un sorriso inaspettato possa creare un legame profondo..
Un legame che ti interroga sul tuo posto nel mondo.
Un legame che ti porta in viaggio, mano nella mano, tra la lamiera corrosa del cuore e l’immensità della verde speranza di un passo fatto insieme verso un futuro volto alla condivisione ed alla fratellanza.

Uko poa?
Si, se mi tieni la mano e camminiamo insieme.

Roger

“Oggi salvo il mondo intero con un gioco di magia. […]

Non sarò mai abbastanza cinico da smettere di credere che il mondo possa essere migliore di com’è…
Ma non sarò neanche tanto stupido da credere che il mondo possa crescere se non parto da me […]”
Brunori Sas canta queste parole in questa ultima notte dell’anno, fra cicale, sogni dischiusi e desideri accesi per questo 2020.
Oggi questo immenso spazio verde davanti a me è diventato un gigantesco parco giochi per quasi 400 bambini. Ieri sera, invece, la notte ci ha cullato fino a tardi perché dovevamo prepararci a queste Olimpiadi della Savana. Ho scoperto che non si è mai preparati a nulla in questo campo, che la vita ti tocca e ti scombussola in momenti stranissimi. Oggi, ad esempio, sono bastate Patience e Ruth mentre saltavano la corda, la fila di bambini a prendere la merenda e il sorriso di Esther e Stacey a farmi sentire questa costante sensazione dolceamara che ho da quando  sono qua.
La magia l’abbiamo creata: i sorrisi, le grida, gli urli selvaggi e la voglia di correre c’erano. Abbiamo ballato, bambini e mozungo insieme. Il ritmo africano ha distrutto frontiere e abbattuto muri, eravamo un unico movimento continuo, una risata collettiva. Abbiamo vissuto l’emozione di entrare nel cortile della scuola, il senso di appartenenza, la condivisione, la stessa sensazione che provavamo noi quando andavamo in gita. Eppure, nonostante i sorrisi e le risate, questo sembra sempre troppo poco. Ti resta questa sensazione di rabbia perché comunque tu dormirai nel letto e loro in una baraccopoli minuscola in 6 persone o più, tu mangerai stasera e loro chissà quando. Tu sei qui dieci giorni, e loro da una vita intera. In questi momenti di sconforto, Brunori mi salva, mi permette di relativizzare. Partire da me per impulsare qualcosa, crescere, diventare grandi comprendendo le mille sfaccettature di noi stessi, della nostra società e di questo mondo che ti lascia senza parole per la sua povertà materiale contrapposta a una infinita ricchezza dei sentimenti e dell’amore per il prossimo.
Avere fede e credere che esisterà un piano migliore è un esercizio complesso da svolgere, ma necessario per trovare un po’ di ossigeno. E forse un po’ di pace.

Per questo 2020 che si sta avvicinando a grandi passi, mi auguro e auguro ai miei meravigliosi compagni di viaggio e a chi viaggia con noi da lontano di non smettere di credere che il mondo possa essere migliore di così, di non dimenticare il nostro impatto sulla vita, la nostra e la loro.
Auguro di essere sempre mossa da questo sentimento che ci spinge a scoprire, a urlare di rabbia, a piangere silenziosamente davanti a occhi marroni grandi racchiusi in quattro lamiere che vengono chiamate casa, auguro di ridere sguaiatamente come Esther ogni volta che le faccio le bolle di sapone perché solo così sapremo che stiamo facendo la cosa giusta: diventare adulti restando bambini, con gli occhi pieni di emozione e la voglia di non smettere mai di scoprire.

Francesca

#tukopamoja

 

Alberta Vicario

1 Comment

  1. Laura
    31 Dicembre 2019
    Rispondi

    Mi avete commossa, Roger poeta e Francesca nuova amica!
    Sarete esausti ma pensate a tutti i bimbi ed i ragazzi che stasera si addormenteranno con la gioia nel cuore ed i vostri visi negli occhi.
    Non dimenticatelo mai!
    Buon anno!

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