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Sembra di essere partiti da Nairobi solo ieri, invece è passato un anno. In questo luogo accade qualcosa di magico, che ferma il tempo, rallenta il meccanismo del giudizio e procura delle energie mai vissute.

Anche quest’anno un gruppo è partito. Raggiunto il compound delle Evangelizing Sisters of Mary, abbiamo colorato  il dormitorio di pennarelli, palloncini, tempere, pandori e sogni di piccolissimi abitanti di questa terra, che da domani ci concederanno gratuitamente dei sorrisi da pelle d’oca, talmente potenti da non andarsene più.

Vorremmo portarvi tutti li: parlo delle anziane signore di piazza Vittorio che hanno impiegato giornate intere a farsi tutti gli shop della zona per comprare il maggior numero di forcine colorate. Parlo della mamma romana che vede il proprio bambino – oramai cresciuto – trascurare i giochi di una volta  e lo accompagna a vivere la più bella esperienza di misericordia che l’uomo possa compiere: donare in gratuità. Voi, donatori di ogni età e provenienza, ci avete riempito l’Avvento di emozioni edificanti e, tramite questo blog, desideriamo restituirvi quanto meno un assaggio delle meraviglie che avete contribuito a determinare.

Nairobi è un’esperienza quanto più necessaria al giorno d’oggi.

La sua potenza consiste nel rendersi creatrice di senso e fautrice di testimonianze vitali per le nostre civiltà “sviluppate” ma incancrenire da logiche impostate su pretese egoiste, che oggigiorno dettano parole, azioni e intere politiche sbagliate.

Oggi è stato il giorno zero di questo campo missionario. “0” perché non abbiamo ancora iniziato i servizi negli slum, ma l’adrenalina è talmente forte da farci percepire quella gioia dalla quale desideriamo essere travolti nei prossimi giorni.

È il momento di fare spazio ai buoni sentimenti. Di dare loro tutta la scena. Li vediamo bene, sono lì: pronti a iniziare la loro riscossa sui motivi di timore, pigrizia ed egoismo che spesso giustificano le nostre prese di posizione più disumane. Sono lì, pronti ad esplodere in un colpo di luce improbabile, tra i buchi arrugginiti di una lamiera.

Restate con noi!

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