Nairobi 2016/17: breaking news – Day 12.2

Non li ho mai lasciati, e loro non hanno mai lasciato me.
Ho le loro mani nelle mie, strette forti, piccole, sudate, anche nella difficoltà non mollano. Inciampano, si perdono le scarpe per strada, ma davvero non mollano.
Piccole vite, che non possiedono molto più di ciò che gli vedo indossare ogni giorno: il loro sorriso, il loro cuore puro.
Senza presente, senza futuro, senza cibo, senza. SENZA.
Pagano le disuguaglianze di questo mondo in ogni cicatrice, ricucita alla cieca, in ogni mocciolo, lasciato li a seccare tra il nasino e la boccuccia per giorni e giorni.
Con tutte queste mancanze, nella latrina gigante che loro chiamano “casa”, che noi chiamiamo slum.
Cosa dare loro? 
Cosa dimostrare alle loro famiglie, alle mamme che ci affidano i piccoli come fossero nostri?
Abbiamo il dovere di dimostrare loro l’Amore che mettiamo in ciò che facciamo, non è un amore normale, né scontato, è un amore Dovuto. E’ l’Amore dell’umanità, quello con la A maiuscola. La realtà è che sono loro a dare a noi, sono loro che lavano via le nostre imperfezioni, e le nostre debolezze, cancellano le nostre mediocrità e ci ridanno la vita che ci manca ogni giorno, quella vita che non percepiamo come un dono inimmaginabilmente grande.
Ti nascondi dietro la porta della baracca, con la piccola testa tonda fai capolino per farti trovare urli “Margi”, ti vedo, vengo a cercarti, le parole non servono proprio, ti sollevo come fossi una piuma, solo abbracci, solo baci, solo occhi, i miei nei tuoi, lo senti il mio Amore?
Mi vengono donati nuovi occhi per vedere.
Oggi voglio credere che siamo davvero una goccia in un oceano di disperazione, ma che questa goccia sia necessaria. Credo che in ogni uomo c’è mio fratello al di là del colore della sua pelle, dei suoi difetti, dei suoi errori, e di quello che la gente dice e pensa di lui. Credo che il mondo sia uno solo.
Quella goccia significa Speranza, urla Vita. Oggi la mia goccia si chiama Baby Bryan.

Margi

#TukoPamoja 

Alberta Vicario

1 Comment

  1. Giulia
    7 Gennaio 2017
    Rispondi

    Strette e eterne si stringono mani che conosciamo e che abbiamo appena incontrato,
    Contrasta il freddo con il caldo in strette infinite e la paura diventa la chiave con cui girare e aprire la porta, che sia eterna la vostra avventura di esploratori dell’umanita’, la fortuna si crea guardando. Che abbiate come avete gli occhi grandi per vedere anche per chi di noi non c’e’. Che abbiate, come avete, le gambe forti per correre anche per chi come noi corre solo dalla parte del mondo in cui serve meno. Che abbiate mani forti per stringere la vita e portartevela al viso per impedirle di spegnersi. Che abbiate cio’ che vi serve fino all’ultimo giorno, all’ultima ora. Per poter dare, e poi ritornare. Che sia luce

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