Ancora una Volta

DSCN1451Ancora una volta ho scelto di affrontare un cammino in terra d’Africa, ancora una volta le mani di un muzungu (uomo bianco in lingua swahili, ndr) incontrano quelle dei piccoli, dei grandi e degli anziani già conosciuti nelle esperienze passate. Il matatu attraversa le strade polverose e densamente trafficate delle periferie di questa megalopoli africana, mentre i miei occhi intravedono l’ammasso indefinito di lamiere, il mio naso avverte il nauseabondo olezzo dello slum ma quel che più conta è che le mie mani sono pronte! Le piccole vite di Bangladesh corrono lungo la Mbagathi road, corrono incontro a noi e io che avrei voluto dire tante cose, poi vi ho preso le mani e… nulla! È bastato abbracciarvi, ritrovarvi e capire che un’attesa lunga un anno è stata ricompensata. La piccola Ruth mi abbraccia, avvicina la sua bocca al mio orecchio e mi dice: “Karibu, tu sei il mio regalo di Natale!”. Tutto ha di nuovo inizio, ma ha mai avuto fine? Certo che no, sono pronto a spezzare ogni mia misura, pronto a rinnovare il mio sguardo su questa parte di mondo ma soprattutto su coloro che lo vivono. Con loro ho iniziato un cammino, un cammino in cui si segue e in cui il ritmo non lo si dà ma ci si fida di Chi lo dà. È stato, ed è, un cammino in cui si cade, in cui più volte si ravvisa la necessità di ribadire le ragioni che lo hanno avviato, un cammino comunque non mosso dall’urgenza di raggiungere un traguardo, ma sostenuto dalla certezza di essere al proprio posto a costruire qualcosa di importante.

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Tra il caldo della savana africana, la fine terra rossa trasportata dal vento e la realtà puzzolente e umanamente terrificante delle baraccopoli,trascorro il mio tempo con piccole creature che, senza alcuna confezione regalo, mi donano il meglio di loro: il sorriso e quella felicità che non toglie loro la fatica di vivere. Il Gesù nato in una grotta nella lontana Betlemme, non toglie la fatica ma le da un senso, non toglie il dolore ma lo abbraccia, non evita la lotta ma la sostiene. Questi bimbi mi ricordano che la vita è una finestra aperta al mondo e sta a me decidere cosa vedere. Mi ricordano di essere felice per quello che ho, senza passare la mia vita a cercare quello che mi manca, perché sarebbe una ricerca senza fine. Ho sempre la maledetta abitudine, o pretesa che sia, di “addomesticare” perché mi piacerebbe che le cose andassero come le ho in testa, perché sono sempre troppo spesso convinto che sia la cosa più giusta, intelligente e magari anche necessaria. È così che mi scopro troppo spesso presuntuoso ed è così che voglio ricambiare i preziosi insegnamenti di questi inconsapevoli bimbi, seduti dietro la cattedra della mia vita: vorrei donare loro la certezza di essere amati, vorrei essere in grado non solo di stringere le loro mani ma di accarezzare il loro cuore, e anche di garantire loro concretamente la possibilità di avere un pasto al giorno, una terapia necessaria ad affrontare il temuto AIDS o un’istruzione utile a render loro un futuro più certo.

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Non potrò certamente risolvere tutti i loro problemi, non potrò magari risolverne neppure uno, non potrò inventarmi progetti straordinari o metodologie innovative ma potrò imparare a guardali come sono guardati da chi lo fa nell’istante stesso, amando il loro destino, aiutandoli ad essere donne e uomini fino in fondo, non facendo fuori i desideri del loro cuore, o gestendoli in base alla loro problematica, ma guardandoli da uomini e donne che, come tutti noi, sono fatti per essere felici.
Sono soltanto uno, ma comunque sono uno. Non posso fare tutto, ma comunque posso fare qualcosa. Quindi non lascerò che quello che non posso fare, interferisca con quello che posso invece fare.
Con i bambini capirsi è semplice. Quando ti prendono per mano hanno scelto di fidarsi di te… e allora tuko pamoja e si va avanti, tutti insieme!

Guido

P.S.

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Alberta Vicario

2 Comments

  1. Silvia Ercolani
    30 Dicembre 2015
    Rispondi

    Grande Guido, riesci sempre a trasmettere forti emozioni e soprattutto a farmele rivivere come se stessi lì con voi!!
    Sicuramente starete riuscendo a portare tanta felicità e tanto Amore a tutti i bambini anche se poi ci rendiamo conto che sono loro ad arricchire noi!! 😉
    Un abbraccio a tutti!!!
    Tuko Pamoja!!

  2. Diletta Di Benedetto
    30 Dicembre 2015
    Rispondi

    Prof, riesci sempre a donarmi la traduzione in parole di immagini e sensazioni forti!
    Quanta verità: Il traguardo è l’aiuto all’altro in quanto essere umano, è fare qualcosa di concreto!
    Vi abbraccio

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