…e fu notte e fu mattino. Ottavo Giorno!

Siamo arrivati al penultimo giorno di attività: si avvicina il momento dei saluti. Le prime nostalgie si avvertono, tra noi giovani, mentre di passaggio, salutiamo, forse per l’ultima volta, i nostri piccoli amici di Bangaradesh. Gremiti, ci aspettano ai bordi della strada.

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Nei loro volti la speranza di un’altra giornata insieme, ma l’entusiasmo si spegne poco dopo. Non siamo scesi questa mattina. Eravamo impegnati altrove così i saluti per alcuni di noi si sono consumati in fretta, con un certo rammarico, dai finestrini dello scuolabus. Si resta un po’ troppo, per il cuore di qualche volontario. Si riparte così alla volta di Quarry, un altra baraccopoli che ci acccoglie con rumore e curiosità. Nuovi bambini, nuovi volti e sorrisi da custodire.
Questa mattina, dalle suore di Madre Teresa, Elisabeth si è svegliata. L’episodio potrebbe non riguardarci se non la conoscessimo. Chi è Elisabeth? Se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, lei ne è un esempio: il suo corpo è avvolto da cenci sporchi e maleodoranti, il suo viso emaciato, pieno di croste, rimane nascosto grazie all’ intervento delle piccole donne, di bianco e blu vestite, che ieri l’hanno raccolta dalla putrida strada dello slum. Negli occhi neri di Elisabeth, come in un libro aperto, F. legge un’ esistenza difficile e consumata dalla malattia. L’AIDS è evidente sul suo volto, prova le sue membra mentre la tenerezza delle suore offre ancora una volta una Speranza e nuova possibilità di vita. Ogni giorno, oltre il cancello grigio, nel mezzo dello slum di karyobangi si ripete una speciale routine basata sulla gratuità nei confronti degli ultimi, l’amore nella costante assistenza delle famiglie del circondario e la tenerezza con cui anche le inservienti si prendono cura di ogni singolo orfano, disabile o malato che sia. È qui che si fermano i passi di un musungu, è qui che le orme restano impresse sulla sabbia del cuore di ciascuno. Il cammino di ciascuno continua nelle strade delle baraccopoli per far sì che in ogni scarpa rimanga la polvere di questa parte di mondo, per non dimenticare questa tenerezza nell’ordinarietà delle nostre vite.

@IMG_7677_2Tra le baracche di Bangaradesh, nella casa di accoglienza del suore di Madre Teresa, nella nuova e vicina Quarry, ci scopriamo bisognosi di ricevere piuttosto che di dare.

Quanto ci costa salutare tutto questo? Questi volti, questi luoghi, questi sorrisi, questi occhi rimarranno con noi lungo le strade delle nostre città, nelle nostre dignitose abitazioni.

Letizia, Lavinia, Eleonora, Federico, Francesco, Chicco,  Diletta

Alberta Vicario

7 Comments

  1. anna aluffi
    5 Gennaio 2014
    Rispondi

    carinissima la foto delle manine sotto la mano! potrebbero diventare un nuovo logo !!!!
    baci a tutti

  2. anna aluffi
    5 Gennaio 2014
    Rispondi

    PIRUXissima la foto … così raggiante di solito solo quando balla 🙂 🙂
    bacio con schiocco a Letizia da mamma

  3. catia giorgi
    4 Gennaio 2014
    Rispondi

    un semplice ciao a tutti i bimbi che incontrate Catia

  4. laura sister :)
    4 Gennaio 2014
    Rispondi

    hanno cercato di impedirmi di scrivere (la linea assente) ma zio Silvano mi ha salvato!
    un saluto circolare da lui, con zia Chiara Niccolò e Romeo
    la partita è prenotata x registrazione
    il pollo è stato riempito e ricucito
    insomma vi aspettiamo!
    ma anche per noi ci sarà il distacco. in particolare, saluti a:
    sister Mary
    Laban
    Fides
    David
    Michael
    sisters tutte di Ongata
    sister Manna e sister Orietta
    tutte le suore della carità
    tutte le donne adulte che sono la mia passione
    tutti tutti i bimbi
    e tanti ma non tutti gli adulti 🙂
    vi prego la banane piccole, se ci sono!
    laura

  5. cristiana
    4 Gennaio 2014
    Rispondi

    ancora una volta buona giornata a “tutti voi” e un grazie a “voi tutti”.
    grazie per avermi aperto il cuore a distanza,
    per avermi fatto viaggiare da casa a modo mio e vostro,
    per le parole non dette o un semplice ciao,
    per avermi commosso con poco,
    perchè poco a volte è tanto,
    anzi tantissimo.

    cristiana
    la vs blogger di questi giorni,
    fiera e commossa mamma e amica.

  6. maria cristina
    4 Gennaio 2014
    Rispondi

    ps: posso chiedere di pubblicare mentre siete lì una foto di Sister Mary visto che non la trovo nella galleria di immagini che scorro e riscorro……ed anche di Paskal father……if it’s possible!
    grazie a Daniele in anticipo e comunque!!!!

  7. maria cristina
    4 Gennaio 2014
    Rispondi

    Roma chiama Nairobi, mano chiama mano……Come Mork e Mindy, come un alieno sceso sulla terra, ho rimesso piede nella mia casa dove l’albero di Natale mi ha accolto con le sue luci scintillanti. Dove i miei piccoli mi aspettavano puliti, nutriti e trepidanti……. chi lo avrebbe detto che mi sarebbe mancato tutto….perfino Stefano ed il suono del campanaccio a dare la sveglia mattutina……centinaia di immagini, di suoni e di sensazioni turbinano nella mia testa per tutte le 16 ore che dura il mio viaggio di ritorno i Italia, senza che possa condividerle con quelli che per 8 giorni sono stati i miei fantastici compagni di cammino e di opera. Sorrisi, si. Tanti sorrisi. Su volti neri, ma soprattutto su volti bianchi che si abbandonano alle emozioni. Lacrime tante lacrime, ma di gioia. Ed ecco che mi scopro anche io ad aspettare con ansia il blog per sentirmi lì con voi, per sentirmi vicina e guidata da Paola ma anche da Massimo e da Pasquale in un viaggio che è di solidarieta’ e speranza ma che è stato e rimarra’ sempre, anche di crescita interiore per ciascuno di noi.
    E mentre scrivo so che i “musumba” si sono mossi per vivere il loro ultimo giorno…… e ripasso mentalmente cio’ che ognuno mi ha trasmesso ed ha offerto di se’ nelle strade sporche e polverose che abbiamo solcato: la pacatezza tranquillizzante di Silvia, la concretezza materna di Cristina “la rossa”……la operatività di tutti i ragazzi che in gruppo o singolarmente con la naturalezza e la spontaneità che caratterizzano la loro età, si sono dimostrati grandi uomini e grandi donne……tutti ma proprio tutti e 28 sono nella mia testa…..compresa Sister Mary che con una semplice frase di saluto ha risollto ogni mia sospensione per la imminente partenza: “ ci vediamo il prossimo dicembre”. Non so se io e Lei ci rivedremo il prossimo dicembre. Non so dove cammineremo tutti noi con le nostre guide. Ma so che continuero’ a camminare…….

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