…e fu notte e fu mattino. Terzo Giorno!

Il leone si è svegliato… e la gazzella comincia a correre. Il suono della campana sveglia i corridoi della “Mazzoldi House”. Un’altra giornata è iniziata, il sole è già alto e il pullman dalle sospensioni indistruttibili aspetta i temerari al cancello d’ingresso con Sister Mary già seduta al suo posto (non di guida!). Le mani… sono queste il simbolo del giorno. Mani che pregano, mani che vengono strette in segno di pace, mani che salutano, mani che lavorano, mani che cucinano, mani che curano, mani che consolano, mani che accarezzano, mani che abbracciano, mani inermi, mani che danzano… lisce, umide, sudice e anche profumate… quante mani! L’ombelico del mondo è forse descritto dalle dita di una mano. Il pollice alzato per dire “Tutto ok!”, nonostante tutto, nonostante solo due occhi europei e un naso occidentale sanno che non è proprio così, soprattutto per i vicoli impraticabili della baraccopoli e negli improvvisati ammassi di lamiere che fungono da abitazioni. Un indice per indicare la diversità che qui non sembra pesare così tanto, nonostante l’arrivo del muzungu (uomo bianco, ndr) sia sempre una festa. Un medio per giocare con i bimbi al giochetto by Padre Massimo dell’uccellino in gabbia che c’è e non c’è ma anche per “mandare a quel paese” ciò che non permette uno sviluppo positivo di questo difficile “stallo” africano. Un anulare che tiene il tempo del ritmo tipicamente black e che scandisce i momenti di raccoglimento e riservatezza, proprio come un dito che non emerge tra le altre dita, difficile mantenerlo alto da solo, abbassando tutti gli altri, difficile essere riservati in mezzo a tutto questo frastuono e a questo tessuto di vite e di storie. E, infine, un mignolo, un piccolo dito immobile di un bimbo che forse non vedrà ancora molti soli sorgere… ma il suo corpo inerme reagisce alle carezze di questi muzungu e delle splendide Sorelle della Carità di Madre Teresa; il suo volto sorride sentendo scandire le vocali dalla bocca dell’uomo bianco, il suo corpicino scivola nella grande culla di ferro e allora le mani scendono per rialzarlo… la testa ciondola e cade, i suoi muscoli non assolvono alcun compito, forse soffre ma la sua manina inerme improvvisamente afferra il mignolo dell’uomo bianco, le sue labbra si schiudono e mostra una finestrella dei due canini in uno splendido sorriso. Avrà 8 anni, forse di più, ma chi lo saprà mai? Rantola, fatica a respirare in questo lettino/gabbia, i suoi occhi non distolgono lo sguardo, i suoi occhi rapiscono e non ti consentono di dire bye!. È impossibile, non ci si riesce e gli occhi diventano lucidi… se ne accorge… intuisce… realizza e sorride. Sorride ancora una volta per l’uomo bianco che ha paura a manifestare affetto perché si rende conto che ha solo pochi minuti, troppo pochi, è un addio e questo anche lui lo sa, questo entrambi lo sanno. Ci si lascia, si evita di incrociare lo sguardo incantato e si prosegue per la propria strada… in questa angolazione del mondo tutto è più amplificato, tutto è più vicino al cuore e non è difficile veder sgorgare lacrime di commozione sui volti dei fragili muzungu… ma c’è chi indica una strada e questi fragili bianchi continuano a incontrare e vivere questa gente, per sentir battere il cuore più vicino a questo straordinario ombelico del mondo.

Guido

Alberta Vicario

9 Comments

  1. orietta vozzi
    1 Gennaio 2014
    Rispondi

    Grazie Guido, le tue impressioni di oggi mi hanno fatto sentire nuovamente dalle sister di M. Teresa…
    Orietta

  2. Luisa
    30 Dicembre 2013
    Rispondi

    Ciao a tutti,
    sto parlando di voi a tanta gente che vuole sapere e magari (speriamo) aiutare anche economicamente. Stefano porterebbe a casa tutti i bambini e io li accoglierei come figli ma è importante anche aiutarli a stare bene li nella lora terra con la loro gente. E’ importante costruire li, per loro e con loro. D’altra parte, noi dobbiamo imparare a stare bene qui nella nostra terra con la nostra gente.
    Ci scambiamo amore per rafforzarci e per renderci persone migliori.
    Un abbraccio a tutti, sogni d’oro, Luisa

  3. orietta vozzi
    30 Dicembre 2013
    Rispondi

    Ciao tutti!
    Per piacere datemi notizie di Innocentia, Vincent, Andrew e le triplette!
    grazie…
    baci
    O. 🙂

  4. Antonio
    30 Dicembre 2013
    Rispondi

    Carissimi, l’esperienza che state vivendo in Kenia, attraverso le vostre parole e le vostre emozioni, giunge al nostro cuore in profondità. Sono sicuro che tutto ciò che per l’ennesima volta i nostri occhi vedono e le nostre orecchie ascoltano, nel suo non-senso, ha un senso profondo che solo l’Amore può illuminare.
    Vi sono vicino, non solo come Presidente della CVX/LMS Italia, nonchè papà di Marcello, ma come uomo che ama ed attraverso l’Amore circa di trovare il Senso.
    Un abbraccio forte anche da mia moglie Annabella !

  5. patrizia
    30 Dicembre 2013
    Rispondi

    E’ veramente incredibile come il tempo trascorso dalla mia esperienza dello scorso anno non ha cancellato i ricordi belli di quei momenti che ora, con le vostre testimonianze, sono più vividi che mai. E’ bellissimo rivedere i volti dei bimbi, le preziose sister, i vostri occhi pieni di gioia. Sono vicina a voi con un grande abbraccio
    Patrizia

  6. Andrea - Francesca - zia preziosa
    30 Dicembre 2013
    Rispondi

    Un abbraccio a Francesco P. dalla Ciociaria ….
    Zia preziosa
    Andrea con Francesca
    Emanuele con ermelinda

  7. laura sister
    30 Dicembre 2013
    Rispondi

    siamo a pranzo insieme con i nonni. ho difficoltà a leggere perchè, come al solito, mi commuovo troppo..
    bravo Guido!
    qualche info sui bimbi delle suore, in particolare Innocentia, avrà due anni ormai, è andata in adozione? o è ancora lì?
    un abbraccio circolare
    p.s.
    x Paola e Tommaso, Gabbo e Kikko
    Mamma/nonna sta molto meglio!

  8. cristiana
    30 Dicembre 2013
    Rispondi

    la vostra bellissima avventura dell’anima arriva a roma ogni giorno come un vento caldo e portatore sano di amore,che riscalda la piovosa e grigia roma di questi giorni.
    le vostre foto parlano da sole,le vostre parole diventano i nostri pensieri.
    il volto di mio figlio gianmarco in mezzo a voi,i bimbi e i loro occhi che entrano nei vostri e tanto altro,fanno iniziare le mie giornate con nuove emozioni e consapevolezze.
    conosco pochi di voi,ma vi abbraccio tutti.ciao giambo,gabbo ,isa,cristina,guido…ciao a tutti.per la nuova e unica amica Paola riservo un abbraccio speciale.
    “Bella frate’…jambo,jambo!”
    cristiana

  9. arianna
    30 Dicembre 2013
    Rispondi

    bellissimo… mi è sembrato di stare lì ancora una volta a rivivere un’esperienza indimenticabile. un saluto a tutti quanti e un abbraccio forte a Paola e Laura!

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