è quasi finita: giorno otto

Cambierò il loro lutto in gioia, li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni: la gioia degli uomini, la gioia di Dio.

Dopo un po’ sembrano baracche e storie tutte uguali e invece sono tutte diverse.  All’inizio mi ricordo tutti i nomi, voglio assolutamente memorizzarli; poi diventano decine, si sovrappongono, si confondono, sfumano. Ci sono donne forti,allegre, rassegnate, combattive, cupe, smarrite, serene, depresse, degradate, tristi, accoglienti, intimidite. Lo schema della visita è sempre lo stesso:

Entra Laban o Jack, entriamo noi, con difficoltà per lo spazio ridottissimo. Cerchiamo di sederci dove possibile nella baracca angusta e buia. A volte una specie di divano sfondato e lurido, altre volte una panca decorosa e quasi pulita, altre volte sgabelli di fortuna. Ci mettiamo qualche minuto per vedere distintamente, dato il buio. Non ci sono finestre, solo l’accesso, coperto con una lamiera o un drappo. Laban spiega chi siamo e perché siamo lì, poi invita la donna a raccontarci la sua storia e intanto traduce dal swahili.

“I am Christine, you are very welcome in my home. I am very grateful that you came to visit me. I am the mother of five, and I also have with me two orphans of my sister. We all live here and we are having  problem with the landlord, because it is 3 months that we don’t pay the rent, which is 900 KSH per month. My husband left one year ago, when I tested positive. I was tested when my fifth child was born.  It was very difficult to accept disclosure, and my husband never wanted to be tested. Now I am on medications since 6 months and I am feeling well. Also my fourth child is HIV+ and has tuberculosis. I am struggling with the issue of rental and of food for my children”

LABAN: “Thank you Christine. Christine is in our program since 6 months. She was very sick and she was bedridden and the neighbours were caring for her children. Now she is taking medications properly and we are trying to implement her economic empowerment. We will help her to put up a small business to sell cabbage in the slum”

Laban si prende un po’ di tempo per parlare con Christine del progetto di microcredito per una bancarella per la vendita di cavolo. Le parla dell’importanza del supporto dei vicini e del gruppo di auto-aiuto delle donne con AIDS.

CHRISTINE: “I am very grateful for you visit in my home. Thank you very much. I try to live positively. I am grateful to the community health workers, that helped me in the process of disclosure, and gave me hope. I felt like all the world was finished one year ago, but now I want to live and I want to grow up my children.

LABAN: “So now perhaps you want to introduce yourselves”

“I am Tommaso, I am a student, I live in Rome and I thank you very much for your warm welcome”

“I am Carlo, I am 21, I am a student in Rome and I am very grateful for your sharing”

“I am Caterina, I am 21, I am a student and I wish to thank you. I am very admired of your strength and hope, thank you for sharing your life and your efforts”

“I am Massimo, I am a father of five and I am very grateful for your sharing. I encourage you to keep up with you efforts and your commitment to your family, since you are in such good shape”

LABAN: “So now perhaps we can share a brief prayer before moving on to the next family. Lord, we thank you for the family of Christine. We thank you for our visitors, we thank you for the gift of sharing and the gift of friendship. Lord you are the provider, we ask you to provide for the health of Christine, for the food for her children. We ask you to bless this household, this family and our visitors. For Christ our Lord. Amen”

Massimo

Ringraziando il dott. Fantoni per la sua accurata descrizione di una delle visite alle famiglie della baraccopoli di Bangladesh, condividiamo con voi le foto di questa giornata che ci ha visti impegnati nella ristrutturazione di una nuova baracca e nell’animazione dei bambini della scuola delle sorelle evangeliste.Questa è una delle ultime travi che saranno impiegate nelle nostre opere di ristrutturazione

Qui siamo con i responsabili dei gruppi di auto aiuto della baraccopoli di Bangladesh che abbiamo incontrato oggi pomeriggio. Abbiamo condiviso con loro gli obiettivi della nostra associazione e loro hanno condiviso con noi gli obiettivi che si sono dati per migliorare la vita propria e degli altri sieropositivi.

Anche oggi vogliamo chiudere con un momento “ilare” ossia le prove della canzone che vogliamo proporre domani alle suore prima di pranzo…

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admin

5 Comments

  1. Pan
    4 Gennaio 2013

    Come si fa a non commuoversi…Grazie, amici, davvero grazie.
    Paolo

  2. Anna
    4 Gennaio 2013

    Niente è meglio di VOI, al mattino appena sveglia.
    A presto
    Anna

  3. orietta vozzi
    4 Gennaio 2013

    Questo post merita tutto il blog e ci fa sentire seduti accanto a voi nelle baracche buie ed anguste. Grazie, a presto
    O. 🙂

  4. stef
    4 Gennaio 2013

    siete splendidi! sarà anche quasi finito quest breve periodo li in africa, ma credo che per ognuno di voi si sarà aperta la porta di un viaggio interiore che non finirà poi tanto presto.
    buonanotte!

  5. Maporf
    3 Gennaio 2013

    Beh stasera mi avete fatto tirare lungo per aspettare il vostro post, ma ne è valsa veramente la pena.
    Caro Dr. Fantoni già dalla seconda parola ho capito che era opera tua e non avevo ancora visto il resto in inglese! Mi mancano molto le nostre 2 chiacchiere serali nel chiostrino di Brother Felix, ma recupereremo al tuo ritorno, nel frattempo grazie per le emozioni che ci trasmetti.
    Buonanotte a tutti.
    M

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